Intervista a Mauro Manzetti, General Manager di Tesar S.p.A.

Cambiamento. Futuro. Casa.

Sono queste le tre parole che Mauro Manzetti sceglie per raccontare il 2025 di Tesar. Un anno intenso, trasformativo, ma soprattutto identitario.

“Il 2025 è stato un anno di evoluzione strutturale. Abbiamo rivisto in modo significativo la nostra organizzazione per renderla più solida e scalabile, definendo una visione condivisa a livello di Gruppo Tesar.”

Il cambiamento non è stato solo interno. L’integrazione dei processi con le altre realtà del Gruppo e il rafforzamento dell’interazione con il Gruppo Dylog, hanno rappresentato un passaggio strategico fondamentale, orientato a modelli organizzativi e operativi sempre più condivisi.

Il 2025 è stato anche l’anno della nuova sede.

“Ci siamo trasferiti nella nuova ‘Casa’. È così che la chiamiamo. Un luogo che rappresenta non solo uno spazio fisico, ma un punto di riferimento per il nostro futuro.”

A questo si è aggiunto un incremento dei ricavi del 14%.
Eppure, il risultato di cui Manzetti si dice più orgoglioso non è solo economico.

“Il nostro miglior traguardo è stato preservare armonia, serenità e spirito di squadra mentre affrontavamo un cambiamento così importante. Crescere senza perdere coesione è il vero successo.”

Manifattura 2025: resilienza e adattamento

Il 2025 è stato segnato da uno scenario geopolitico complesso, probabilmente tra i più articolati degli ultimi decenni. Instabilità, volatilità dei mercati, tensioni sulle supply chain e aumento dei costi hanno reso la pianificazione più difficile e imposto decisioni rapide.

“In questo contesto la manifattura italiana ha dimostrato una marcia in più: flessibilità, pragmatismo e capacità di problem solving.”

La dimensione contenuta di molte imprese italiane, spesso considerata un limite, si è rivelata invece un vantaggio competitivo: maggiore agilità decisionale e rapidità di risposta ai cambiamenti.

Digitalizzazione: tecnologia o trasformazione?

Uno degli errori più frequenti nei percorsi di digitalizzazione?
Secondo Manzetti, partire dalla tecnologia senza governare il cambiamento.

“Molte aziende si concentrano sugli strumenti, ma sottovalutano l’impatto su persone, ruoli e processi. La digitalizzazione non può limitarsi ad automatizzare l’esistente.”

Il punto di partenza deve essere un’analisi profonda dei processi aziendali, con la disponibilità, quando necessario, a ripensarli. Solo così l’innovazione genera reale valore.

La buona notizia è che la mentalità sta cambiando.

“Oggi le aziende comprendono che la digitalizzazione è un fattore abilitante per decisioni migliori. Cresce la consapevolezza del valore strategico dei dati di produzione.”

Il MES oggi: visibilità, integrazione, decisione

Nel 2025 il MES non è più solo uno strumento di controllo operativo, ma un abilitatore strategico. Le aziende lo adottano per ottenere visibilità puntuale sulla produzione e per pianificare con maggiore precisione in un contesto volatile.

Le funzionalità offerte da una soluzione di questo tipo sono diventate ormai indispensabili:

  • Interconnessione con macchinari e linee produttive
  • Dati affidabili in tempo reale
  • Pianificazione delle attività flessibile e adattiva
  • Integrazione con ERP e WMS
  • Interfaccia user-friendly in grado di ottimizzare i tempi di lavoro

“Il MES oggi è il centro di coordinamento della fabbrica. Senza continuità informativa lungo tutta la catena del valore, la competitività si riduce.”

Un progetto simbolo: il food come laboratorio di complessità

Tra i progetti più rappresentativi del 2025, Manzetti cita un’importante implementazione nel settore food. In questo caso il MES ha assunto il ruolo di vera e propria orchestrazione della fabbrica, integrando macchine, linee, sistemi di movimentazione e magazzini automatici.

Il risultato? Un ambiente produttivo interconnesso, capace di fornire KPI affidabili sia in fabbrica sia a livello manageriale.

“Questo livello di integrazione rappresenta ancora oggi una delle sfide più rilevanti per le realtà manifatturiere ad alta automazione.”

2026: evoluzione, intelligenza artificiale, visione industriale

Qual è la principale lezione del 2025?

“Il cambiamento può spaventare, ma se governato diventa un’opportunità concreta di evoluzione.”

Per il 2026 la priorità è chiara: evoluzione della linea di prodotti, con integrazione delle tecnologie più attuali, intelligenza artificiale compresa.

Sul tema incentivi 5.0, Manzetti non ha dubbi:

“Rappresentano una leva importante, ma non devono essere l’unico driver. Un progetto MES efficace nasce da una visione industriale di medio-lungo periodo.”

L’innovazione di prodotto sarà uno degli obiettivi più rilevanti dell’anno, con nuove soluzioni pensate per una manifattura sempre più data-driven e interconnessa.

Guardare avanti

In un contesto volatile, incerto e complesso, investire nel controllo e nell’ottimizzazione della produzione non è più una scelta tattica, ma strategica.

“Operare senza dati significa avere una visione parziale e di breve periodo. I dati strutturati sono la base delle decisioni future.”

L’efficienza operativa, la pianificazione accurata e la capacità di reagire rapidamente ai cambiamenti diventano così leve di competitività. Il messaggio alle aziende manifatturiere è chiaro:

“Coraggio e fiducia nel futuro. Gli strumenti digitali non sono più opzionali.”

E in una frase conclusiva, Mauro Manzetti condivide la visione di Tesar per il 2026:

“Essere al fianco delle aziende che hanno il coraggio di affrontare il futuro, aiutandole a guidare il cambiamento anziché subirlo.”

Tesar affianca le aziende manifatturiere nel trasformare i dati in decisioni e la complessità in vantaggio competitivo.

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