
Tesar compie 35 anni: una storia di persone, innovazione e fiducia
07/08/26
Nel 1991 il termine "fabbrica digitale" non esisteva. Nei reparti produttivi italiani i dati si raccoglievano a mano, su fogli che qualcuno avrebbe poi riportato altrove, e l'idea che una linea potesse dichiarare in tempo reale che cosa stava facendo apparteneva a pochi.
È in quell'anno che nasce Tesar. 35 anni dopo l'azienda sviluppa soluzioni MES per la gestione e il monitoraggio della produzione utilizzate nei principali settori industriali, conta più di 60 persone ed è la Capogruppo di una realtà che si avvicina alle 100.
In mezzo ci sono oltre tre decenni di trasformazione della manifattura italiana, attraversati restando sempre sullo stesso problema: rendere visibile e misurabile quello che accade in produzione.
Tutto è partito da un'idea
Le radici di Tesar affondano nella passione per la tecnologia e nella volontà di sviluppare strumenti capaci di risolvere problemi concreti delle aziende. Quella che all'inizio era una piccola software house è diventata, anno dopo anno, una realtà sempre più strutturata, mantenendo però lo stesso spirito con cui tutto è iniziato: ascoltare le esigenze del mercato e trasformarle in soluzioni innovative.
"Tutto è partito da un'idea. Noi ci credevamo e abbiamo deciso di provarci: è così che è nata Tesar. Quando si dice che qualcuno è partito dal garage, noi non avevamo nemmeno quello tutto nostro. Abbiamo iniziato nel piccolo laboratorio di casa mia, dove progettavo le prime apparecchiature, per poi spostarci in un garage condiviso. Con il tempo abbiamo capito che quell'idea rispondeva a una necessità comune a tante realtà industriali e da lì è nata la convinzione che ci fosse qualcosa di importante da costruire."
Queste le parole di Nicola Pietragalla, fondatore di Tesar, che oggi è ancora in azienda come responsabile dell'area Ricerca e Sviluppo, a testimonianza di quanto sia importante continuare a guardare al futuro senza mai fermarsi.
Da Software House indipendente a Capogruppo
C'è un dettaglio che racconta bene l'evoluzione di questi 35 anni. Nei primi progetti la parte elettronica era predominante e il software rappresentava una quota minore del lavoro: si costruivano apparecchiature, e il programma serviva a farle dialogare. Oggi il rapporto si è ribaltato. Il valore sta quasi interamente nel software, nelle logiche che governano i dati e nel modo in cui questi vengono restituiti a chi deve prendere decisioni.
Attorno al nucleo originario, la raccolta dati di produzione, si è costruita nel tempo una suite MES completa per la Fabbrica Digitale: gestione e monitoraggio della produzione, schedulazione avanzata, controllo qualità, tracciabilità di prodotto, gestione della manutenzione, interconnessione delle macchine e analisi attraverso cruscotti e KPI. Soluzioni progettate per integrarsi con qualsiasi ERP e oggi operative in comparti molto diversi tra loro, dall'automotive al food, dalla plastica alla meccanica, dalle fonderie al chimico-farmaceutico.
L'ultimo capitolo di questa evoluzione è la costituzione del Gruppo Tesar, un passaggio che ha ampliato il perimetro delle competenze disponibili e ha permesso di seguire il dato industriale lungo un tratto più esteso della catena del valore, dalla produzione alle aree contigue.
Persone e imprese, il vero motore dell'innovazione
Un'azienda di software è, alla fine, l'insieme delle persone che la compongono.
Dal piccolo nucleo dei primi anni si è arrivati a oltre 60 persone in Tesar e a un numero vicino al centinaio considerando l'intero Gruppo. È il dato che più di ogni altro misura la distanza percorsa, e anche quello che comporta le responsabilità maggiori.
Dietro questi numeri c'è un mix di competenze che si è stratificato nel tempo e che difficilmente si trova già pronto sul mercato del lavoro, una combinazione che si costruisce sul campo, progetto dopo progetto, e rappresenta il patrimonio meno visibile dell'azienda.
A fare la differenza nella storia di Tesar non sono state però soltanto le persone al suo interno, ma anche i clienti, che dall'esterno hanno saputo accompagnare l'azienda nella direzione giusta.
Molte delle funzionalità che oggi fanno parte delle soluzioni Tesar, infatti, sono state realizzate grazie alla collaborazione con aziende che avevano un problema specifico e nessuna risposta disponibile sul mercato, e che hanno scelto di costruire quella risposta insieme.
Uno sguardo ai prossimi anni
La direzione per il futuro è definita: ricerca, sviluppo e innovazione, con un'attenzione crescente al contributo che il dato di produzione può dare alla sostenibilità industriale.
Misurare consumi energetici, scarti e rilavorazioni con la stessa precisione con cui si contano i pezzi prodotti significa mettere le aziende manifatturiere nelle condizioni di ridurli. È un terreno su cui le tecnologie di raccolta e analisi dei dati, unite alle possibilità aperte dall'intelligenza artificiale, avranno un peso determinante.
Su questo scenario Pietragalla non ha dubbi:
"Vedo un bel futuro per Tesar. Oggi abbiamo la possibilità di accelerare la nostra crescita anche grazie alle opportunità offerte dall'intelligenza artificiale, ma la crescita non significa solo diventare più grandi: significa costruire un'organizzazione sempre più solida, strutturata e capace di affrontare il domani."
Un domani che passa dalle nuove generazioni, alle quali il fondatore affida un messaggio diretto:
"Parlando con le persone più giovani sento spesso dire: è già stato inventato tutto, c'è chi fa le cose meglio di me. Il consiglio che posso dare è di togliersi dalla testa quest'idea, perché è sbagliata. Nel momento in cui un'idea prende forma e ti rendi conto che è fattibile, non importa quanto sia difficile: si può fare. Lì non ti ferma più nessuno."


