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A&T Automation & Testing 2023. Anche Tesar in fiera per la rivoluzione 4.0

20-02-2023

Le PMI che si aprono alle tecnologie 4.0  aumentano la produttività del 7%, rispetto alle imprese che non le adottano. Questo è quanto emerge da una ricerca del Laboratorio di Manifattura Digitale dell’Università di Padova. Eppure, il 40% delle imprese è troppo timido nell’adottare processi di trasformazione tecnologica, che potrebbero portare benefici in termini di competitività internazionale e migliori performance economiche. In questo senso «una delle sfide più grandi delle aziende è introdurre tecnologie innovative. È l’unica strada soprattutto per un’industria italiana fatta di PMI, dove il ruolo di partner competenti in questa transizione è fondamentale».

A parlare è Luciano Malgaroli del Comitato scientifico e industriale di A&T, Automation & Testing 2023, la fiera dedicata a innovazione, tecnologie, affidabilità e competenze 4.0, che dal 22 al 24 febbraio a Oval Lingotto Fiere di Torino, aprirà spazi di riflessione e confronto sul tema dell’industria 4.0.

Tra i partecipanti di A&T, Automation & Testing 2023 ci sarà anche Tesar, che allo stand D39 e D41 presenterà le sue soluzioni Industry 4.0, tra cui I4Dashboard, il software di condivisione dati, utile a trasformare i dati raccolti in fabbrica in informazioni semplici e accessibili, MOTIS2, il suo software MES finalizzato alla raccolta e al monitoraggio dei dati di produzione, per il controllo e la gestione dei processi e TS400, il terminale di reparto per la raccolta dati di produzione, semplice, intuitivo e altamente configurabile.

 

A&T Automation & Testing. In fiera tra industria 4.0 e nuovi mindset

Questa diciassettesima edizione di A&T punta molto sul tema della digitalizzazione e in fiera vi è una presenza importante di tecnologie e competenze smart. Il mondo dell’industria 4.0 è ampio e numerose sono le tecnologie che afferiscono al mondo manifatturiero, ma la cosa più importante per avviare questa evoluzione resta adottare un cambio di passo e di mentalità.

Ne è convinto Stefano Soliano, del Comitato Scientifico e Industriale della fiera, secondo cui «i nostri imprenditori sono bravissimi a fare e progettare, ma meno coraggiosi nell’affrontare il cambiamento – spiega – Invece bisogna rendersi conto di quanto la smart factory e la manifattura intelligente rivoluzionino completamente il modo di produrre da un punto di vista sia di infrastruttura interna, sia a livello di processi e di modalità con cui interagiscono le varie fasi della filiera produttiva».

Elemento chiave del cambio di mindset è anche l’approccio di business alla manifattura intelligente: «non è un costo ma un investimento», questo è il passaggio essenziale che secondo Soliano si traduce per un’impresa nella possibilità di «stare sul mercato a pieno titolo – spiega – Innovare non va visto come un salto nel vuoto o nel buio, ma come un passo che da imprenditore devo fare se voglio evolvermi: è inevitabile, ma anche importante. Non va vissuto come una preoccupazione, ma come una necessità di crescita. I veri passi avanti, infatti, li fa chi capisce che innovare è un investimento sul futuro».

 

Digital transformation. L’importanza di pensare strategico

Ad oggi in Italia però solo il 14% delle PMI ha adottato un approccio strategico in tema di industria 4.0, secondo l’Osservatorio Innovazione Digitale delle PMI della School of Management del Politecnico di Milano; il 57% invece si è limitato a prendere provvedimenti tattici, ossia investendo nel digitale solo per raggiungere scopi precisi, ma senza fare un ragionamento strutturale. Infine, il 29% delle imprese si rapporta all’industria 4.0 in modo reattivo, investendo in tecnologia solo in risposta a stimoli esterni, come nel caso della pandemia, ma ciò si traduce in cambiamenti temporanei.

Fondamentale invece è mettere a terra una trasformazione profonda, ne è convinto Luciano Malgaroli del Comitato scientifico e industriale di A&T, Automation & Testing: «nelle grandi aziende italiane sono molto avanti e sempre più imprenditori stanno seguendo un percorso di integrazione industria 4.0». Sono però le medie e piccole imprese a costituire il tessuto industriale italiano e qui la situazione è diversa: «siamo ancora molto lontani da cambiamenti profondi, l’auspicio è che ci sia un’attenzione maggiore anche da parte delle istituzioni in tema di politiche industriali».

Se si ragiona in termini di tempo, secondo Malgaroli, «ci vorranno ancora un po’ di anni, almeno 4 o 5 sicuramente, prima di poter vedere risultati radicali, anche se è difficile dare risposta definitiva, perché i modelli aziendali stanno cambiando».

Proprio perché sono ancora poche le PMI che stanno imboccando la strada della transizione digitale, chi ha già abbracciato l’industria 4.0 o chi si sta preparando a farlo, «ha fatto un grande passo a livello di scommessa sul futuro e si trova in una posizione di grande vantaggio rispetto agli altri, poiché si è messo in condizione di avere possibilità di crescita maggiori e di conquistare nuovi mercati».

 

Vi ricordiamo che l’evento si terra dal 22 al 24 febbraio, presso l’Oval Lingotto Fiere di Torino e ci troverete allo Stand D39-D41

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